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martedì 21 agosto 2012

Fine dei sogni

21.8.12

Una mail pubblicitaria mi chiede dove credo di essere tra venti anni.
Non lo so, rispondo tra me e me. Non so nemmeno dove sarò domani...
Non ho idea di cosa ne sarà di me, della mia vita. Non so se avrò ancora un lavoro, se otterrò infine i soldi che mi sono duramente guadagnato. Non c'è niente di sicuro, niente di scontato. Nessuno splendido futuro da intervallo pubblicitario in tv.
Pagheremo un canone per l'aria che respiriamo. Renderemo grazie per gli aumenti dell'IVA e ci daremo fuoco davanti agli altari di una casta politica indifferente e menefreghista.
Non ho idea di dove sarò domani. Avrò i soldi per pagarmi un altro giorno di vita su questa fottuta Terra?
Non ci sono più favole. Non c'è speranza. Ci avete portato via anche il più piccolo dei sogni.
M.B.

giovedì 9 agosto 2012

Il Grande Segreto

9.8.12
a lato "Maschere" dell'artista Omero Crivello. Se volete vedere altri lavori dell'autore del quadro, cliccate QUI.

Ci sono giorni in cui tutto sembra andare storto: la tua vita prosegue incontrollata nella direzione sbagliata come un'imbarcazione mal ormeggiata da un marinaio inesperto, che se ne va trasportata via dalla corrente, scomparendo oltre l'orizzonte. Ti senti inutile, incompleto, incompreso. Qual è il tuo spazio nel mondo? Quale scusa troverai domani per continuare a respirare? Per mascherare la tua angoscia con un sorriso posticcio?
Tutto intorno a te sembra avere senso. Tutti sembrano in pace con se stessi. Qual è il loro segreto? Com'è che ogni essere umano sembra avere una vita più desiderabile della tua?
Qual è il tuo spazio nel mondo? Che sia questa la risposta a tutte le tue domande? Scoprire quale ingranaggio siamo all'interno del meccanismo è la ricetta per la felicità eterna? O forse, al contrario, è la consapevolezza di avere una parte non al pari con le nostre aspettative ad essere la causa della nostra infelicità? Il segreto potrebbe allora essere l'accettazione del proprio ruolo, qualunque esso sia?
E ammesso tutto ciò, come conciliare tutto questo con la propria visione del mondo? Chi è il pittore di questo Grande Disegno? C'è veramente qualcuno a tirare le fila?
Domande poste da millenni, ma mai veramente banali. Tutto è nato dal caso. Questa è la risposta dell'uomo moderno. Accetto tale risposta, ma ci sono notti in cui l'idea di un destino preconfezionato mi assilla.
Ci sono notti in cui l'idea di un destino preconfezionato mi uccide.
M.B.

mercoledì 8 agosto 2012

Comunicazioni telepatiche

8.8.12
Il televisore acceso su un canale qualunque (ormai non fa più una gran differenza) trasmette le immagini di un gruppo di ragazze falsamente interrotte in un reality che di reale ha solo il nome. L'apparecchio emana una luce bluastra nel salotto buio. Guardi il tuo gatto nella penombra che gioca con una palla di plastica: si nasconde, le tende un agguato, la rincorre e salta spaventato se prende improvvisamente una direzione inaspettata. Ti ritrovi a chiederti quanto quel batuffolo di peli sia conscio del mondo che lo circonda: quanto si renda conto dei rapporti di causa e conseguenza, del tempo che passa, della morte che incombe. Ti chiedi se abbia a qualche livello un concetto di vita. Torni a volgere la tua precaria attenzione allo schermo: cambi canale senza nutrire una vera speranza di trovare qualcosa di meglio. Poi avverti una sensazione di calda peluria che si struscia ai tuoi piedi. Il gatto ti osserva con uno sguardo inumano, ma comunque denso, emozionale: la vostra è una comunicazione telepatica. E il concetto di vita può andare allegramente a farsi fottere.
M.B.

martedì 7 agosto 2012

Pensieri sconnessi sul disastro che incombe e sugli scarafaggi che fanno ciao.

7.8.12
Ci sono notti in cui i rumori della natura ti portano risposte inattese. Niente conta davvero: non sei che un punto in un disegno caotico che tende al disastro. Che tu vada a lavoro, che decida di buttarti sotto un treno o da un grattacielo, non ha importanza. La vita andrà avanti comunque: le civiltà si estingueranno, l'evoluzione proseguirà indefessa nel suo tortuoso viaggio di imperfetto miglioramento e gli scarafaggi saranno sempre lì a ridere di noi, ricordando il giorno in cui il figlio dell'uomo si ribellò a lui, annientandolo.

Il frinio delle cicale fuori dalla finestra ti ricorda che la vita non è un insieme di numeri, non è un grafico in inarrestabile discesa. La vita è natura, è aria, acqua e terra, è carne e sesso, è odore e sapore, tatto e udito. Puoi vivere senza uno schermo che ti dica come essere, come vivere, cosa pensare e cosa possedere per essere felice, ma non puoi vivere senza ossigeno con cui riempire i polmoni. E allora ti chiedi il perché di quelle ansie, di quei problemi che ti hanno divorato l'anima. Perché sono lì? Perché lasci che ti posseggano? Perché non lasci semplicemente che volino via come aquiloni senza un proprietario che li tenga legati a se?
Forse perché siamo tanto dipendenti da ciò che ci affligge, quanto lo sono le nostre afflizioni da noi: in un grigio pomeriggio ventoso, l'aquilone senza un bambino non è che una forma di carta legata ad un filo. Per il bambino senza un aquilone, la giornata di vento non è che una fottuta giornata di vento.
Ma in fin dei conti, c'è sempre la Playstation!
M.B.

C'è qualcosa di sbagliato(o Vaffancuore - atto V)

7.8.12

C'è qualcosa di sbagliato. E' un'affermazione inconfutabile, alla luce dei tanti orrori che ogni giorno accadono nel mondo, e come può un essere superiore permettere tutto ciò e bla bla bla.
Non è di questo che sto parlando.

C'è qualcosa di profondamente sbagliato se a persone come te è concesso di esistere e prosperare, vivendo alla grande sulle spalle dello Stato e di poveri coglioni costretti da un sistema tanto corrotto quanto elargitore di falsi miti e necessità a rigare dritto.
Giochi ai dadi con le vite di persone che non conosci ma che dipendono dalle tue decisioni. Numero pari resta in vita, Numero dispari... è stato un piacere. E giù dal ponte.
E bla bla bla.

Una mattina al mare e una famiglia va sul lastrico, una sera sullo yatch e un ragazzo può dire addio ai suoi sogni.
C'è qualcosa di sbagliato se viene concesso a te di amministrare i destini delle persone, come un Dio indifferente, incurante di alcun interesse che non sia il suo.
E bla bla bla.

Queste sono solo alcune righe per ricordarti di andare a FanCuore da parte mia. Con tanti saluti.

M.B.

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