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sabato 13 aprile 2013

L'infezione (solo un altro Vaffancuore)

13.4.13


Ho una malattia che porta il tuo nome
Infesta la mia testa, avvelena il mio cuore
La sento farsi strada attraverso l'addome
Mi riempie i polmoni di un disgustoso fetore.

Ho una malattia che porta il tuo nome
Mi contamina il sangue con fiele e livore
Si è aperta una via in me e non so come
Mi ha reso inerte, insensibile al dolore.

<M>

martedì 26 marzo 2013

Nove anni...

26.3.13

Dammi una ragione,
La via è troppo lunga,
L'odore troppo forte
E la luce mi divora.

Come un morto che respira,
Mangia terra, scava e piange
Come un corpo dimenticato
A cui niente più non tange.

25 maggio 2004 - 26 marzo 2013

giovedì 7 marzo 2013

Un sogno inatteso

7.3.13
Ti ho sognata questa notte e il mio cuore non trova pace.
In un mondo assai diverso, so che eravamo insieme.
Solo briciole nella mia mente di un ricordo fallace
Gettate qua e la, come nell'orto si sparge il seme.

Qualcosa era accaduto,
Un dolore da affrontare
Dal contatto poi lenito
Senza lacrime versare.

Ben poco riesco a ricordare
(le dita nostre intrecciate)
Ma sufficiente per esumare
Sensazioni inaspettate.
<M>

lunedì 22 ottobre 2012

Love the bomb

22.10.12
Sono il futuro. Sono la civiltà.
Sono la rinascita dopo la morte.
Abbraccia il cambiamento: credi in me.
Credi in un radioso e lucente avvenire.
Accoglimi nel tuo cuore ed io sarò la tua salvezza.
Spargo fede e democrazia con piombo e fuoco.
La tempesta necessaria per l'arrivo di un Nuovo Giorno.

Ama me.
Ama il tuo Dio.
Ama la Bomba.

"Love the Bomb" nasce da una piccola sfida intellettuale tra me e l'autore Omero Crivello: quella di tradurre in parole ciò che provo guardando questa sua opera. E' incredibile constatare quanto l'opera di un artista possa influenzare quella di un altro. Quadri che ispirano poesie, poesie che ispirano canzoni, canzoni che ispirano racconti, racconti che ispirano film, film che ispirano quadri, in un cerchio virtuoso e indissolubile. Se volete vedere altri lavori dell'autore Omero Crivello, cliccate QUI.

martedì 19 giugno 2012

Vaffancuore: atto IV

19.6.12

Pensieri sparsi di un caldo Giugno passato al verde.

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Il tuo sorriso a trentadue denti nasconde verità che fanno male: una maschera rassicurante per un mostro dall'insaziabile ingordigia. E si, noi intuiamo la tua vera identità, ma preferiamo ignorare gli allarmi dei nostri sensi, piuttosto che accettarne le oscure implicazioni.
E vermi falliformi scorrono sotto le tue gengive. E vene nere iniettano i tuoi occhi demoniaci.
E non c'è niente di vero nelle tue parole. E con entusiasmo accettiamo la morte, offrendoti la nostra anima per un pugno di mosche.
Dove spargo il sangue per la firma?
Sappiamo che vuoi annullarci, ma ti prego, fallo con parole cortesi.

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Un flusso di parole senza capo ne coda. Una marea di concetti astratti. Un disonorevole codice d'onore.
Non sei niente. Un pupazzo spaventato in una discarica.
Non sei niente. Renditene conto ed accetta la tua fine.

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Talvolta è salutare concedersi una caduta di stile...

Tu vuoi essere un capo
vuoi essere un vincente
ma caghi fuor dal vaso
sarai sempre un perdente.

Tu sei un politicante
ti lordi del tuo niente
ti credi un gran mercante
ma sei solo un demente.

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venerdì 16 marzo 2012

Nuovi organi meccanici

16.3.12
quella qua sopra è un'opera dell'artista Omero Crivello. Se volete vedere altri lavori dell'autore del quadro, cliccate QUI.

E fa male
oh, quanto fa male
saperti stretta tra le braccia sue.

E mi uccide
(lo specchio sorride)
vedere la distanza crescer tra noi due.

E mi manchi,
i miei occhi son stanchi,
stanchi di cercare senza mai trovare.

E la sento
l'apatia da dentro
si ciba del mio cuore senza ringraziare.

Nuovi organi meccanici
sostituiranno i vecchi,
sarò una macchina efficientissima.
Vasi linfatici
e carne putrescente
evacuerò con gioia massima.

E sarò sangue sulle tue mani,
Incubi tra le lenzuola.
Sarò la soglia tra i tuoi pensieri
e la follia che avanza ancora.

Sarò il ricordo che ti ossessiona,
corpo che danza per il collo appeso,
il riflesso della tua miseria,
la mia vendetta dietro ad un sorriso.

martedì 21 febbraio 2012

Carne liquida

21.2.12
immagine tratta dalla mostra "Body Worlds" di Gunther von Hagens

Di null'altro che amore e odio sono composte le nostre anime, punti cardinali opposti che guidano le nostre scelte etiche, le nostre passioni più primordiali, il nostro fato.
Di sola carne, viscere e sangue sono fatti i nostri corpi, lussureggianti templi della perdizione, prigione terrena dei nostri istinti più elevati e strumenti di piacere carnale al tempo stesso.
E non c'è elevazione maggiore della fusione: svilupperò nuove articolazioni, tentacoli sinuosi che si insinueranno in te avvolgendoti in una stretta indissolubile.
E lascerò che la tua carne penetri la mia e che i nostri corpi non abbiano più un confine.
Come carne liquida le nostre pelli si fonderanno l'una all'altra ed allora saremo una cosa sola, non più umana, ma divina, amorale, immortale...

...perfetta!

martedì 7 febbraio 2012

i giorni dei rimpianti

7.2.12
Freddo
Gelido e vuoto
Un regalo senza fronzoli
Un pacco incartato con carta straccia.
Forme note senza sostanza
Un dono da gettar via
Inutile.

Passano
bianche e inutilizzate
scorrendo sempre più veloci
le più importanti pagine della nostra vita.
I giorni da ricordare sono ormai finiti
Inesorabili arrivano i giorni
dei rimpianti.


mercoledì 1 febbraio 2012

Ode al Salvatore (Vaffancuore: atto III)

1.2.12

Ode al Salvatore
re dei numeri e dei calcoli
un'icona, un benefattore
un esempio per i pargoli.

Ode al Salvatore
che decide il nostro fato
non lo ferma il malumore
o i lamenti dell'ingrato.

Ode al Salvatore
che amministra e che gestisce
i dipendenti al numeratore
la dignita che si esaurisce.

Ode al Salvatore
che qualcosa mi ha insegnato:
non ha diritti il lavoratore
conta solo il fatturato.

sabato 14 gennaio 2012

L'uomo dietro lo specchio

14.1.12

Siamo formiche intrappolate in un barattolo. Ci mangiamo l'un l'altro per sopravvivere.
Prigionieri. Oh, ma quanto amiamo le sbarre della nostra gabbia.
Il giocattolo si è rotto. Non basterà un po' di nastro adesivo per ripararlo.
L'uomo dietro allo specchio mi guarda e mi deride.
Imita le mie azioni come un sadico cabarettista.
Oh quanto amo le sbarre della mia gabbia.
La musica continua in sottofondo. Dov'è che l'ho già sentita?
E' l'eterna nenia, il malcelato sberleffo, l'inutile Domanda.
La trottola che gira.
Le mangerei le sbarre della mia gabbia.
La danza continua, un po' più veloce.
Ogni giro impercettibilmente più rapido.
Sei pronto a ballare?
L'uomo dietro lo specchio balla la sua danza di morte.
Incompleto.
Le mangerei queste cazzo di sbarre.

Una storia già scritta

14.1.12


Facile parlare
Ora che la nebbia è scesa sulla nostra alba
 Facile comandare
Quando non sei tu a doverti immergere nel fango
Inutile rimpiangere
Il latte era versato già prima che lo facessi cadere
Inutile gridare
Nessuno ha orecchie per sentire la tua voce

Beatrice è il cognome è distribuito sotto Licenza Creative Commons 2.5

Rilasciato sotto licenza
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