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martedì 19 giugno 2012

Vaffancuore: atto IV

19.6.12

Pensieri sparsi di un caldo Giugno passato al verde.

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Il tuo sorriso a trentadue denti nasconde verità che fanno male: una maschera rassicurante per un mostro dall'insaziabile ingordigia. E si, noi intuiamo la tua vera identità, ma preferiamo ignorare gli allarmi dei nostri sensi, piuttosto che accettarne le oscure implicazioni.
E vermi falliformi scorrono sotto le tue gengive. E vene nere iniettano i tuoi occhi demoniaci.
E non c'è niente di vero nelle tue parole. E con entusiasmo accettiamo la morte, offrendoti la nostra anima per un pugno di mosche.
Dove spargo il sangue per la firma?
Sappiamo che vuoi annullarci, ma ti prego, fallo con parole cortesi.

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Un flusso di parole senza capo ne coda. Una marea di concetti astratti. Un disonorevole codice d'onore.
Non sei niente. Un pupazzo spaventato in una discarica.
Non sei niente. Renditene conto ed accetta la tua fine.

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Talvolta è salutare concedersi una caduta di stile...

Tu vuoi essere un capo
vuoi essere un vincente
ma caghi fuor dal vaso
sarai sempre un perdente.

Tu sei un politicante
ti lordi del tuo niente
ti credi un gran mercante
ma sei solo un demente.

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domenica 10 giugno 2012

"Il Decalogo" vince il primo premio al Creativart3 2012

10.6.12

Nella serata di sabato 9 giugno si è tenuta la premiazione del concorso Creativart3 2012 sezione Narrativa: l'iniziativa, giunta alla seconda edizione, è promossa da "I Piloti del Caos", gruppo che si occupa delle politiche giovanili nel comune di Pistoia.
Il mio racconto "Il Decalogo" si è classificato al primo posto: come premio, oltre alla targa celebrativa e a un graditissimo buono per l'acquisto di libri presso la locale libreria Fahrenheit 451, verrà presto pubblicato un volume in formato ebook, contenente i primi cinque racconti classificati (darò maggiori info a riguardo appena possibile).
Colgo l'occasione per ringraziare i Piloti, sia per l'opportunità concessa a tutti i giovani artisti di Pistoia, sia per il loro impegno ed il lavoro che svolgono per la comunità.
Un ringraziamento speciale alla mia lettrice di fiducia Marika e a Kety, entrambe presenti alla premiazione.

Mike


lunedì 28 maggio 2012

I soliti buoni propositi...

28.5.12
Dopo più di un mese di latitanza (ma d'altronde la mia passione per il blogging è sempre stata altalenante: passo dal pubblicare 5 post al giorno al non scrivere niente per mesi) rieccomi alla carica.
Pochi giorni fa ho terminato la stesura de "Il Decalogo", il mio ultimo racconto, che parteciperà al concorso CreativArt3 promosso dall'organizzazione giovanile pistoiese "I Piloti del Caos" (per maggiori info sui Piloti e le loro attività vi consiglio di visitare il sito www.ipilotidelcaos.comune.pistoia.it).
Incrociando le dita per l'esito della competizione, ho comunque deciso, almeno per il momento, di non partecipare ad ulteriori gare letterarie e di concentrarmi sulla creazione di una vera e propria raccolta di racconti da poter proporre a qualche editore.
Cercherò inoltre di prestare maggiore attenzione al blog: pensavo che, oltre ad ospitare i miei soliti flussi di coscienza, le pseudo poesie e qualche sparuta recensione cinematografica, potrebbe essere un ottimo contenitore per la pubblicazione di racconti a puntate sviluppati ad hoc per il sito.
Se l'idea vi piace vi prego di farmelo sapere commentando l'articolo o contattandomi su twitter (aliasmike_87) e vedrò di dare un seguito a questo proposito.
Fino ad allora namasté!

venerdì 16 marzo 2012

Nuovi organi meccanici

16.3.12
quella qua sopra è un'opera dell'artista Omero Crivello. Se volete vedere altri lavori dell'autore del quadro, cliccate QUI.

E fa male
oh, quanto fa male
saperti stretta tra le braccia sue.

E mi uccide
(lo specchio sorride)
vedere la distanza crescer tra noi due.

E mi manchi,
i miei occhi son stanchi,
stanchi di cercare senza mai trovare.

E la sento
l'apatia da dentro
si ciba del mio cuore senza ringraziare.

Nuovi organi meccanici
sostituiranno i vecchi,
sarò una macchina efficientissima.
Vasi linfatici
e carne putrescente
evacuerò con gioia massima.

E sarò sangue sulle tue mani,
Incubi tra le lenzuola.
Sarò la soglia tra i tuoi pensieri
e la follia che avanza ancora.

Sarò il ricordo che ti ossessiona,
corpo che danza per il collo appeso,
il riflesso della tua miseria,
la mia vendetta dietro ad un sorriso.

giovedì 15 marzo 2012

Di allegria e di forma, di nostagia e di sostanza - la mia recensione di "The Artist"

15.3.12
ATTENZIONE: contiene spoiler sulla trama del film

In un mondo votato all'innovazione tecnologica, alle emozioni urlate e ad effetti speciali sempre più costosi e spettacolari, usati il più delle volte per coprire le lacune di storie sempre meno originali e sempre più simili tra loro, c'è ancora spazio per un film muto?
La risposta ce la da un regista francese fino a pochi mesi fa sconosciuto al grande pubblico, Michel Hazanavicius, che con "The Artist" è riuscito nell'impresa di conciliare i gusti del pubblico moderno con scelte stilistiche e recitative appartenenti ad un tempo ormai quasi dimenticato.
Ma al di là del "sense of wonder" iniziale, cosa si nasconde dietro al fenomeno "The Artist"?
Il lavoro di Hazanavicius si inserisce in un contesto nostalgico più ampio, che vede altri grandi esempi solo quest'anno in pellicole come "Hugo" di Martin Scorsese e "Midnight In Paris" di Woody Allen: se dal primo "The Artist" eredita l'ambientazione anni trenta ed i rimandi alla storia della cinematografia, è forse col secondo che ha più affinità di temi, proponendo un modo completamente diverso di affrontare un argomento similare.
Il film, nella sua imitazione spensierata ed umoristica di un tempo ormai perduto, non vuole infatti offrire solo uno sguardo malinconico dell'epoca nella quale la pellicola è ambientata, ma più in generale affrontare il tema della glorificazione del passato, nel quale tutto sembrava più bello e meritevole di una risata, rispetto ad un presente a tinte fosche ed incerte.

Non è un caso che, più avanti nella storia, il protagonista si ritrovi ad affrontare una grande crisi economica, quella del 1929, in seguito alla quale si ritrova solo e senza averi a rimpiangere i fasti che furono.

Non è però tutto oro quello che luccica: se il film è assurto agli onori della cronaca, monopolizzando l'attenzione di critica e pubblico, oltre che i palmaires di quasi tutti i premi cinematografici, lo deve infatti più alla forma che alla sostanza. Al di là di qualche scena visivamente efficace e di un sapiente sfruttamento di quella che per definizione era la sua più evidente mancanza, ovvero l'assenza del sonoro, l'impressione dopo i titoli di coda è quella di aver sicuramente assistito ad un buon film, segnato però da una parte centrale inconcludente e ben lungi dal poter essere considerato un capolavoro.

VOTO: 7+

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