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sabato 26 settembre 2015

OK Google...

26.9.15
Settembre volge al termine, portando via con sé il tanto odiato caldo, e l'inizio di un nuovo anno accademico sancisce l'inizio di quel periodo nel quale la prima cosa che dico la mattina (dopo aver al massimo bofonchiato qualche saluto nel dormiveglia) è "OK Google: che tempo fa oggi a Firenze?"

Si, la prima cosa che faccio la mattina, subito dopo aver preso coscienza del mondo intorno a me, è parlare con un telefono. È triste, lo so.
Sullo schermo, che magicamente si accende al suono della mia voce suadente, compaiono le parole che ho appena pronunciato, scomparendo appena un attimo dopo per lasciare posto (con una gradevole transizione animata) alla risposta desiderata.

Che palle, direte, questo si ricorda di avere un blog dopo un anno e passa solo per fare l'ennesimo post disfattista su come le tecnologie ci hanno alienato dal mondo, su come le multinazionali, la CIA o l'impero galattico ci stanno privando della nostra privacy e  blablablabla.
La mia posizione sulla privacy nel mondo di Internet è forse complessa, sicuramente mutevole nel tempo, ma potrei riassumere il mio attuale modo di approcciarmi all'argomento con una immagine delicata, quanto d'effetto: immaginate ogni facilitazione che ci viene data, ogni servizio più o meno utile, come una nuova mano di vaselina passata nel metaforico orifizio della nostra privacy (parola che riempie le bocche indignate di tanti, che di questa benedetta parola probabilmente non si sono nemmeno curati di impararne la grafia, figuriamoci il significato). Date queste premesse "metaforiche", la mia posizione attuale è: fatemi i backup automatici, fate sì che possa fare ricerche online senza nemmeno premere un singolo tastino del PC o dello smartphone e potete sfondare il culo di questa mia benedetta PRAIVASI.
Comunque no, non è lì che volevo andare a parare. Non oggi almeno.

Il fatto è che questa cosa dell'"OK Google, che tempo fa oggi a Firenze", è diventato una  vera e propria routine. No, forse routine non è nemmeno la parola giusta, se presuppone una sorta di volontarietà a livello più o meno conscio dell'azione: è una cosa che va in automatico, come quando parcheggio la macchina e mi ritrovo fuori, già a quindici metri e devo tornare indietro a controllare di aver chiuso a chiave, perché ormai quello di inserire la chiave nella toppa e girare è diventato un meccanismo talmente oliato da essere passato sotto la soglia della coscienza.

Qualche mese fa Google mi ha mandato una mail (sempre in difesa della mia indifendibile privacy) per avvertirmi della disponibilità di un nuovo strumento online, attraverso il quale avrei potuto verificare in ogni momento tutte le informazioni che il sito ha raccolto su di me.Decido di entrare a dare un'occhiata e quello che mi trovo davanti dopo aver cliccato su un paio di link qua e là è lo storico delle mie ricerche vocali.
E non intendo la trascrizione testuale di ciò che ho effettivamente cercato, ma una sfilza (di una lunghezza impressionante) di file audio con la mia voce che dice cose.
"OK Google, quante nomination all'Oscar ha avuto Leonardo di Caprio?"
"OK Google, video Shia LaBeouf Do It"
"OK Google, Magalli è bello"
(la selezione delle frasi è da intendersi esclusivamente a titolo di esempio)

E all'inizio di ogni giorno c'era quell'immancabile filettino (da leggersi failettino, discutibile diminutivo della parola inglese "file" e non da intendersi come piccolo filetto), così ho passato un indimenticabile quarto d'ora a spararmi nelle cuffie la mia voce che giorno dopo giorno ripeteva quelle stesse identiche parole, a volte strascicandole, altre scandendole bene.
Ascoltando con attenzione si potevano anche cogliere dei rumori di sottofondo: mia sorella che gridava dalla sua stanza per chiedere qualcosa a mia mamma, una canzone di sottofondo, la musichetta del segnale orario del TG5 proveniente dalla cucina (che qui potete godervi nella fantastica versione mash up con il DO IT di Shia LaBeouf citato poc'anzi).
Piccoli, inutili momenti di vita dimenticati un attimo dopo essere stati vissuti, ma custoditi gelosamente nella banca dati di una delle aziende più importanti del mondo.
Forse non erano così piccoli ed inutili, dopotutto.

Uno dei principi di Internet è che niente è gratis: quello che non paghi con moneta sonante, lo paghi in altro modo. Vi avevo promesso che non avrei fatto il pippone sulla privacy e non lo farò perché non credo sia con la privacy che ho pagato (e pago) questa strana transazione.
È qualcosa di più subdolo, di più sottile.
Probabilmente la moneta è la fiducia. Meglio, la fede: rinuncia ad ogni dubbio e trova in me le risposte.
Non lo so, ci devo riflettere, ma di una cosa sono certo: bello il nuovo font, cara Google, ma quella G multicolore che usi adesso come logo fa proprio cacare.

domenica 8 febbraio 2015

Sono ancora vivo!

8.2.15

Quando ieri sera, impegnato nella quotidiana lotta per trovare qualcosa da fare che esulasse dallo studio, sono tornato da queste parti per dare un'occhiata al caro vecchio blog, mi sono reso conto che non scrivevo niente qua sopra da quasi un anno e mezzo.
Quante cose cambiano in un anno e mezzo!
Sono tornato sui banchi di scuola dopo quasi un decennio e tra nuove amicizie, impegni lavorativi e tanto, tanto studio (si, certo, come no) il tempo da dedicare alla scrittura è stato davvero poco.
E quello da dedicare al blog praticamente nullo!

Ad ogni modo le cose vanno piuttosto bene! Sono abbastanza in pari con gli esami, la media non è malaccio e ho appena risolto il più grosso problema che mi affiggeva ultimamente: trovare la scusa definitiva per non studiare, quella scusa che mi eviterà di inventarne di nuove ogni giorno da qui al prossimo appello. E quella scusa è proprio qui, inutilizzata da un anno e mezzo (nel quale ho comunque continuato a pagare il dominio, non si sa bene per quale motivo).

Per prima cosa ho deciso di fare le pulizie di primavera: nuova grafica (la giusta scusa per far volare una intera giornata) e nuovo nome (MichaelBeatrice.net era fin troppo autocelebrativo: rimarrà solo come nome di dominio).
Di quando in quando tornerò a pubblicare pensieri sparsi, roba immonda da spacciare per poesia e forse qualche nuovo ebook, ma spero soprattutto di tornare ai miei racconti.
Qualcosa ho buttato giù in questo anno e mezzo, ma c'è ancora molto lavoro da fare,
E il folletto della "non voglia di studiare" che ho dentro non chiedeva davvero di meglio!

domenica 27 ottobre 2013

Come sabbia

27.10.13

La vita non è che una lunga corsa, alla ricerca della felicità.
Ci fiondiamo a perdifiato, convinti di conoscere la via, ma la strada scivola sotto i nostri piedi e finiamo a terra. Ignorando ogni ragionevolezza, ci rialziamo ed andiamo ancora più veloci, testardamente verso la meta, sicuri che tagliare il traguardo sia il nostro destino, certi di averne diritto.
Ma la felicità è una cosa effimera, scivola dalle dita come sabbia, lasciandoti inerme a guardarti le mani e a chiederti come possa essersene andata così velocemente dopo tutto il tempo impiegato per raggiungerla.
E nella notte insonne ti ritrovi a chiederti se ne valga la pena. Se non sia meglio vivere una vita senza speranza e senza sogni, che una di costanti ed amare delusioni.
Perché quando non hai niente da perdere, non hai niente per cui soffrire.

giovedì 18 luglio 2013

Lettera ad una persona cara che non vedo da un bel po'

18.7.13
Ciao caro, come va?

E' da un po' che non ci sentiamo: so che le cose non vanno bene e mi piacerebbe dirti che miglioreranno.
In parte è vero: avrai un sacco di amici che non ti lasceranno solo e ti divertirai, oh se ti divertirai!
Quelle cuffie che tieni sempre alle orecchie per avere una voce a farti compagnia, - so che stenterai a crederlo - non ti serviranno più. Ne avrai così poco bisogno che le perderai continuamente.
E non ti interesserà ritrovarle.

Vorrei dirti che anche a casa le cose sono migliorate, ma non è così. Conosci bene la situazione: non è necessario che mi dilunghi più di tanto. Per farla breve potrei dire che nulla è cambiato.
Ah no, questo non è propriamente vero: abbiamo un gatto! Si, davvero! Non sto scherzando!
Non starò a spiegarti come, quando e perché è arrivato, ma con la sua presenza, pur rimanendo nella più totale inconsapevolezza di ciò che lo circonda, ha smorzato tante situazioni spiacevoli.

Non continuerai gli studi. Almeno non subito. Inizierai a lavorare in una ditta di informatica. Non finirà bene, ma nel viaggio incontrerai tanta gente e, prima che smettano di pagarti, guadagnerai anche qualche soldo.
Ci saranno anche delle delusioni: tante persone spariranno dalla tua vita, ma per ognuna persa ne troverai almeno due ad attenderti lungo la strada. Vuoi sapere un segreto? La via è lunga, molto più lunga di quanto ti saresti aspettato. Ci sono tratti in salita, altri dove la strada è scoscesa o sterrata e c'è tanto da camminare, ma ne varrà sempre la pena. Perché quello che troverai sarà meraviglioso.
Imparerai che l'unico modo di essere preso in considerazione ed apprezzato dagli altri è credere in sé stessi ed è una cosa nella quale non sei mai stato un granché bravo.

Come ti dicevo non tutto andrà per il meglio, ma la maggior parte della colpa sarà tutta tua.
Perché non importa di quante persone ti circonderai, di tanto in tanto la solitudine tornerà a bussare alla tua porta. E tu le aprirai.
Perché nasconderai il tuo disagio dietro ad un sorriso e ad un paio di battute sciocche, ma per quanto ti sembrerà di essere cambiato troverai la stessa maschera ad attenderti davanti allo specchio.
Perché non importa quanto lontano getterai quelle cuffie. Muteranno forma e torneranno quando meno te lo aspetti.
Perché non sarai mai libero finché non troverai la forza di raccogliere un martello da terra e spaccare la dannata campana di vetro nella quale ti sei rintanato tanti anni fa.

Per adesso è tutto, Michael. Spero di risentirti presto.
Alla prossima.

M.B.

sabato 11 maggio 2013

Quarto posto al concorso "Unfair Play"

11.5.13

Ad un anno di distanza dal primo premio al CreativArt3, arriva un secondo riconoscimento: "L'Ultima Battaglia, un racconto di Demoniocrazia" si è infatti classificato quarto al concorso "Unfair Play" indetto dalla neonata casa editrice "Eterea Books & Comics".
Il racconto verrà pubblicato il 10 giugno 2013 all'interno della raccolta "The End of the Game", disponibile in ebook in tutti i maggiori store digitali (sul sito troverete comunque tutti i link necessari).
Un ringraziamento ad "Eterea" per l'opportunità e a Marika, Matteo, Benedetta e Francesca, per il supporto e i consigli che mi hanno dato.
Alla prossima!
<M>

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